lunedì, 12 ottobre 2009
a causa del peccato originale mi son preso proprio una bella lavata di capo
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venerdì, 02 ottobre 2009
e così si passa da "il canto dell'abisso" di sydney van scyoc, e si arriva all'ormai consueto isacco, con "la fine dell'eternità" di isaac asimov (che storia. mamma mia. che storia.)
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mercoledì, 16 settembre 2009
termina gennaio, con "il circolo dante" di matthew pearl, che, se avesse un autore con pretese meno dostoevskijane e un miglior traduttore, sarebbe proprio un bel libro.
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mercoledì, 09 settembre 2009
de data

e dopo il ridondante sette settembre oggi è il modulare 09 09 09
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mercoledì, 02 settembre 2009
ed eccoci giunti al quarto titolo dell'anno, che - ahimé - ancor non esaurisce il mese di gennaio. "firmino" di sam savage. e su di lui già è stato scritto abbastanza.
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lunedì, 31 agosto 2009
la terza settimana dell'anno reca nelle sue serate leggìfore il titolo "marco e mattio" di sebastiano vassalli.
se il vassalli o un qualsiasi zoldano quivi di passaggio mi rivelasse se si pronuncia màttio o mattìo, gli porterei indubbia riconoscenza.
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martedì, 25 agosto 2009
il secondo libro dell'anno è "il segreto della torre", di certa naidra grey.
letteratura da ombrellone, o, come nel mio caso, da amaca. assolutamente.
perdibile.
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martedì, 30 giugno 2009
a me poi piace pensare che michele figliodigiacomo sia andato in paradiso, dove ha scoperto che Dio è nero, ed ora gli sta insegnando a ballare
chi sta insegnando a chi è un mistero, entrambi hanno un gran senso del ritmo
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lunedì, 15 giugno 2009
Dei buoni propositi, del sertao e di altre cose che non c'entrano affatto

Ebbene. Vedo benissimo nei vostri occhi l'insistente, ed a tutt'oggi irrisolta, domanda. (è inutile che tentiate di occultarla dietro gli occhiali, sciocchini, le lenti sono travedibili) (dove avevo letto una disquisizione sul trasparente e il travedibile? mah...)
La domanda, che mi permetto di specificare, è: che fine ha fatto il titolo della settimana? Dove sono i titoli delle millanta settimane scorse??
Ed io mo ve lo dico.
Essi (i titoli) appartengono a libri che non ancora ho letto, benché mi fossi proposto di farlo.

Esplico, enarrando.

L'ultima sera dell'anno passato io dissi ad alta voce: il mio buon proposito per l'anno venturo è di leggere - in  media - un libro a settimana.
A bassa voce, soggiunsi: e di ogni libro letto posterò il titolo sul blog.

Venuto l'anno, il primo dei suoi giorni, mi accinsi alla lettura di un libro: "Grande sertao" di Joao Guimaraes Rosa.
Una manciata di minuti fa, l'ho finito. Ed or ora ve lo posto.




La cosa che non c'entra affatto, e peraltro scrivo ad personam: "inscritto", che tra l'altro, come certo hai già notato, è assai meno fasullo di "tungsteno".
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mercoledì, 20 maggio 2009
Nel corso di una conversazione(?) con un amico(?) dichiaro bellamente la mia dipendenza dalla marijuana.
[per inciso: io non dipendo assolutamente da alcunché, e non ne faccio nemmeno uso]

La scena seguente è ambientata in una chiesa.
Un prete si scaglia con toni savonaroliani contro un organista, reo di aver parlato, o mosso dei fogli, o che ne so, durante la messa. Una vera e propria aggressione verbale ingiustificabile. Durante la predica mi rivolgo all'organista, sottovoce, cercando il momento in cui il prete suddetto non guarda dalla nostra parte. Ma lui ci vede, e si rinnova l'invettiva - imbarazzante per tutti gli astanti - con forza raddoppiata. Essendo responsabile di tale ripresa, la mia mortificazione è somma. Eppure non è nemmeno paragonabile alla "mortificazione" che si scopre il giorno dopo. Il prete viene ritrovato dietro l'altare, o almeno in parte si trova lì. Manca il pezzo dal torace in giù. E poi chi l'avrebbe detto che un prete può contenere tanto sangue?
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