martedì, 30 dicembre 2008
perdi la cognizione del tempo quando leggi. è mattina perché *lì* è mattina. è sera quando *lì* è sera.
sei a new york in primavera a mezzanotte, e appena chiudi il libro ti accorgi che sono le 10.44 del 30 dicembre. in italia. ed è quasi inspiegabile.
soffri perché il personaggio soffre ed esulti quando vince. ti ubriachi con lui (o lei, che sia), odi o ami, piangi o ridi. ti compiaci della sua furbizia.
la tua vita ha un senso. è lì. è fatta. è già scritta.
ho ricominciato a leggere di brutto. e mi piace da impazzire.
giovedì, 18 dicembre 2008
Monologo del minimo sistema
Personaggi:
Il Sistema Immunitario
Voce fuori campo
VOCE FUORI CAMPO: ...e così tra un po' è Natale...
SISTEMA IMMUNITARIO: Iuhu! Vacanza!
(antipiretici)
martedì, 17 giugno 2008
Immaginate di essere un elefante.
Un vostro amico, tipo un'antilope o una scimmia, o anche un leopardo magari, vi invita nella sua cristalleria per farvi vedere i suoi ultimi preziosissimi acquisti.
Immaginatevi lì, nella cristalleria del vostro amico.
Le distanze tra gli scaffali carichi di oggetti non assomigliano neanche lontanamente alle proporzioni dell'ikea.
E voi siete un elefante.
Se vi muovete, romperete sicuramente qualcosa. Se non vi muovete, rimarrete bloccati per sempre, e morirete lì.
Avendo voi altro da fare nella vita che non imputridire in una cristalleria, optate per il muovervi.
Ve l'ho detto, romperete sicuramente qualcosa. E sarà qualcosa di molto prezioso, non c'è scampo.
E il vostro amico, essendo tale, non si arrabbierà, non dirà assolutamente niente. Forse impallidirà un poco, e il suo sorriso quando vi congederete sarà leggermente tirato. E' un vostro amico.
Immaginate il vostro disagio.
Voi, un elefante, in una cristalleria.
Immaginate lo scettico blu che va in un negozio di vestiti.
(è come se le mie mani, degne figlie del mio nome, fossero delle fontane di inchiostro indelebile blu. tocco i vestiti, giusto per giustificare il fatto di essere lì, e inevitabilmente tutto ciò che sfioro si macchia irreparabilmente. e le commesse restano impassibili, vittime di un incantamento che impedisce loro di sbattermi fuori a calci. come vorrei conoscere il controincantesimo.)
domenica, 25 maggio 2008
Dell'autoreferenzialità di tvvitter...
...e sua conseguente insensatezza
Dal momento che l'unica cosa veritiera che vi potreste scrivere è "*tizio* scrive un messaggio su twitter".
Tu quoque Le*i, guru mihi! :-(
Tu quoque Ma**i**, guru mihi! :-)
domenica, 20 aprile 2008
Luce crepuscolare, il sole è già tramontato e gradatamente il cielo diventa nero, l'illuminazione stradale impedisce al buio di inghiottirmi, aiutata dai semafori e pochi fanali di passaggio. La temperatura è ideale, semplicemente perfetta. Le strade sono larghe, le mie due ruote hanno dalle due alle quattro corsie su cui spaziare in quasi totale libertà. Non c'è conquista, non bramiamo al possesso delle strade. Silenziosamente passiamo, andiamo oltre.
Le mie prestazioni fisiche hanno un rendimento proporzionale all'odio che ho in corpo. E' un dato interessante. I muscoli si tendono con alternanza ritmica, senza un pensiero, senza sforzo perché niente in me si dà pena di rilevare quello sforzo, tutto è volto altrove, a quell'odio traboccante ora così difficile da nascondere.
E lentamente, senza pensare, al ritmo del mio sangue, in modo incosciente ed indolore mi riconquisto, mi riavvicino, mi riappacifico con me. (schizofrenia? me lo chiedo sempre più spesso)
Io, la mia bici, nella notte. Meno male. Forse sì, forse c'è ancora qualcosa di bello.
giovedì, 25 maggio 2006
Uffi
Uffi uffi uffi.
Sbuffo uffi come uno stantuffo.
Mi arruffo e risbuffo!
(Dedicato all'anonimo che voleva che gli raccontassi qualcosa di nuovo, cfr. commento del 23 maggio 2006, ore 12:28)
Sì, lo so che lui voleva che vi raccontassi qualcosa di nuovo... ma questo è un post personalizzato.
mercoledì, 10 maggio 2006
A pensarci meglio, ne ho almeno trentadue, di motivi d'assenza. I due aggiunti sono indipendenti dalla mia volontà, uno razionale e fisico, l'altro irrazionale e psichico.
E mi dilacerano in un costante odi et amo... vorrei che questi due "motivi" si dissolvessero, ma nel contempo mi attraggono irresistibilmente... e infatti non resisto. E loro restano.
martedì, 04 aprile 2006
Eureka
Scoprii, non long time ago, che il numero dei miei fedeli e affezzionati lettori aumentò. Imperciocchè mi dissi "dovrò scrivere cose più intelligenti". Già. Bene. Come fare? Non riescoci. Pensovi con intenzione e ripetitivamente applicomici senza risultati. Risultante l'ingarbugliamento infastidente dei miei tre neuroni. Due si sono attorcigliati strangolando le sinapsi, l'altro li saluta da lontano senza abbracciarli. Svolgonosi e riavvolgonosi siccome videotape. Aggrumanosi nella net, addormonosi. Che fare? Achtung, rallento l'attività on my head. Non c'è più attività. Svaniscemi l'hard disk. Fondemi la ferraglia pesante. Affogo. Facciomi forza, impegnomi. Ergo riemergo dal gorgo. Ritrovomi scrivente su schermo lampante. Ma sempre rimangon scemenze.
giovedì, 16 marzo 2006
Il morbo
Il morbo mi colse! Sventura su di me!
Mi prese alla gola morboso e ammorbante e con passo felpato m'indusse suadente a sostare ammorbato nel letto morente. Il morbo spaziante nel cavo espirante mi rese affannoso e assente di fiato. Il morbo penoso di forze affamato, il morbo - malnato! - assai dispettoso. Il morbo mi tenne nel letto ancorato, distante dal luogo codesto, eppur torno! Il morbo graffiato, eroso, limato, il morbo aggredito è ormai debellato. E torno vincente esultante ammirato, e sfolgoro indenne da voi evocato.