mercoledì, 23 gennaio 2008
Delle asperità dell'italico verbo

Personaggi:
Un Poeta
La Luna

POETA (alla Luna, che sonnecchiosa sta in cielo attendendo che finisca il turno): Chi ti ha messa in ciel, algida Luna, di', chi è mai che ti ha splesa?
LUNA (alla parola "splesa", risvegliandosi dal suo torpore): Sfacciato!

(ululati)


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Disclaimer: io questa non l'ho capita, ma non mi preoccupo, ho sempre saputo di essere un genio incompreso.
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martedì, 21 marzo 2006
Primavera

E' giunta.
Quindi prima era disgiunta.
Giusto per fare un esempio di primavera disgiunta citerò Adelberto Cervini, il poeta milanese del bar di via Londonio:
   
    Mi intrufolo fugace nella notte

    sagace è il sogno degli eterni campi
    rotolar di botoli fischianti
    la prima vera prova del coraggio.

E' l'ultima strofa di  "Ardimentoso sopore", e le strofe precedenti sinceramente non le ricordo, comunque la potete trovare nella raccolta "L'armigero stanco", edita dai Poeti Riuniti nel 1924.
Buona lettura e buona primavera.
apposto da: parresia alle ore 15:41 (ora di Splinder) | Permalink | commenti (29)
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